Il Potere del Conoscere e del Sapere

Il conoscere è nelle parole, il sapere è nell’azione. Il conoscere è nella tua mente, sapere è nel mondo reale. La combinazione di conoscere e sapere ti dà potere, il potere di fare la differenza nel mondo, di essere utile per il mondo.

Sapere di avere potere, avere potere in modo che tu sappia. L’essere umano che solo sa non ha conoscenza, è solo un sapere vuoto, un sapere senza esperienza, una semplice copia della realtà, un sapere psicologico, non fisiologico, un sapere senza senso. Solo coloro che mettono in pratica ciò che sanno hanno incorporato la conoscenza nelle loro viscere. Conoscere è praticare il sapere nella vita di tutti i giorni, ogni giorno, in ogni momento. Conoscere è sentire ogni pensiero, ogni parola espressa, ogni gesto presentato. E questa deve essere l’essenza dell’essere umano, vivere tutto più intensamente, connesso con i suoi sentimenti, le sue emozioni e i cambiamenti che ne derivano.

Il mondo può assumere significati diversi col passare del tempo, nulla è statico, la novità nasce dal vecchio. Il vecchio non deve cessare di esistere, ma il nuovo ha bisogno di un posto. Assumere che il nuovo sia arrivato è essenziale per la felicità umana, quando inizi a ignorare che sta succedendo qualcosa, c’è una lotta interna, c’è un conflitto che può causare sofferenza. Non assumendo questa nuova identità, viviamo in un mondo di fantasia, in un mondo fuori dal tempo presente, in un mondo dove il tempo non passa, in un mondo immaginario, in un mondo dove non può esserci cambiamento, perché il cambiamento fa paura e insicurezza, il cambiamento porta qualche perdita, qualche rassegnazione. Tuttavia, questo non è il mondo reale, e quando ti guardi allo specchio, la persona che vedevi non esiste più. Sei cambiato. La tua famiglia è cambiata, i tuoi amici sono cambiati, il tuo lavoro è cambiato, le tue idee sono cambiate, la vita è cambiata, il mondo è cambiato… Ed è per questo che soffri, perché non riesci ad accettare che le cose siano cambiate. Accettare è aprire le porte a una riconciliazione con la vita, consentire di imparare ad affrontare il dolore e cercare il piacere.

Come diceva Nietzsche, “l’uomo è un passaggio, un sentiero, un ponte”. Tutto è permeato dal cambiamento, dal passaggio dalla follia alla libertà, dalla paura al coraggio, dalla dipendenza all’indipendenza, dall’insicurezza alla sicurezza, dall’ignoranza alla lucidità, dalla vita alla morte. La morte così come la vita, sono entrambe parte dello stesso percorso, parte di questo ponte che deve essere attraversato. Da una parte la nascita di una vita, in mezzo alla vita stessa, dall’altra la morte. Il compito dell’uomo è attraversare. Una traversata non sempre agevole, non sempre sicura. Richiede flessibilità, perché la vita richiede flessibilità, la natura richiede flessibilità, richiede temperanza. Quando è afflitto da burrasche, questo ponte trema, può tremare quando i terremoti decidono di svegliarsi, quando i tornado della vita decidono di apparire. Può rompersi se non ha una struttura forte.

In mezzo a tutto questo c’è l’umano, in mezzo al ponte, impossibile tornare indietro, impossibile arrendersi, l’unica direzione è avanti, e davanti devi andare, e non c’è altra via d’uscita che per continuare il viaggio. L’uomo che accetta tali condizioni senza vacillare, senza ristagnare, può allora essere chiamato un saggio, un umano. Vivere è un continuo avvicinarsi alla morte, ma prima ancora è un continuo costruire, vivere è costruire una vita. Vivere è guardare avanti e avere il coraggio di andare avanti, il coraggio di superare le difficoltà, di perseguire i propri obiettivi, di vivere il minuto successivo, il giorno successivo, i prossimi anni, di avere il coraggio di costruire una nuova vita se questo è necessario o per vivere quello già costruito.

Qui Nietzsche torna a dire che “l’uomo è una corda, legata tra l’animale e l’aldilà-uomo; una fune sopra un abisso, pericoloso attraversare, pericoloso tornare indietro, pericoloso guardare di traverso”. L’uomo cerca sempre di superare se stesso, di essere ancora migliore, di usare tutte le sue capacità, ed è proprio in questo passaggio, dall’“uomo animale” che nasce, e dal “oltre l’uomo” che si raggiunge, che la vita si costruisce e rende l’individuo sempre migliore e padrone di se stesso.

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Odair Comin | Psicologo e Ipnoterapeuta


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